LA COMMEDIA

LA TRAMA

Un piccolo teatro, in una cittadina di provincia, nel pomeriggio dell’8 settembre 1943. Dall’inizio della guerra le compagnie di arte varia si arrangiano come possono, girando il paese tra mille difficoltà e con mezzi di trasporto improvvisati, alla disperata ricerca di un ingaggio successivo e con la speranza che l’impresario locale non faccia scherzi, magari scappando con il magro incasso.

Questa la cornice in cui si dipana la trama della commedia musicale RISATE SOTTO LE BOMBE.
Poco dopo l’inizio della prova generale di uno spettacolo suona improvvisamente l’allarme aereo. Il pubblico, preso dal panico, scappa dalla sala. La piccola compagnia di attori e cantanti si rifugia nel camerino del coro, esattamente sotto il palcoscenico del teatro e lì attende che l’emergenza cessi.
Le Sorelle Marinetti, il capocomico Altiero Fresconi, il refrenista Rollo, la soubrettina Velia Duchamp e alcuni musicisti sono costretti ad attendere il cessato allarme in un angusto spazio, che fa affiorare la complessità dei rapporti interpersonali.
Per impiegare il tempo e scacciare la preoccupazione gli artisti decidono di provare i numeri di un nuovo spettacolo per il quale si spera in un debutto la settimana successiva in un grande teatro di Genova. Per di più, a complicare la situazione c’è la fame: gli artisti non mangiano da più di un giorno e le forze e l’entusiasmo sono in via di esaurimento.

Ma non tutto è come appare e lo sviluppo della storia dei nostri attori e cantanti è destinato a offrire al pubblico molte sorprese e tantissima suspance.

NUMERI MUSICALI

  • IO NON CREDO SE NON VEDO
  • (Mauceri – Marchesi)
  • Sorelle Marinetti

Tratto dalla rivista teatrale “110 e lode “, venne incisa dalle Sorelle Lescano nel 1939. La canzone venne composta da Marcello Marchesi, umorista e battutista di eccezionale fantasia, autore di programmi radiotelevisivi e di canzoni (sua è per esempio Bellezze in bicicletta).

 


  • AMORE E PROFUMI
  • (Rodolfo De Angelis)
  • Altiero Fresconi e Velia Duchamp

Composta a metà degli anni Trenta, è un tango pieno di sottile ironia, che prende affettuosamente in giro gli stilemi della canzone sentimentale di ispirazione operistica, tanto in voga all’epoca. E’ una delle oltre 300 canzoni composte dal Rodolfo De Angelis, personalità artistica poliedrica e geniale, che la incise in duetto con la regina del teatro popolare di allora, la milanese Dina Galli.

 


  • HO IL CUORE TENERO
  • (Renato Rascel)
  • Rollo e Sorelle Marinetti

Fu composta nel 1937 da Renato Rascel. Il brano è già intriso dello spirito candidamente nonsense del “grande” attore e autore romano, che ci ha regalato – più o meno nello stesso periodo – altri piccoli capolavori come ad esempio “Mi chiamo Viscardo” e “E’ arrivata la bufera”, composta appena prima del secondo conflitto mondiale. Venne incisa per primo da Nunzio Filogamo, che la rese con un’interpretazione divertita e elegante.

 


  • SIGNORINE NON GUARDATE I MARINAI
  • (Marf – Mascheroni)
  • Velia Duchamp e Sorelle Marinetti

Il duo di autori composto da Mario Bonavita, in arte Marf, e Vittorio Mascheroni fu molto attivo negli anni Trenta. Dalla loro fantasia nacquero canzoni di grande successo come “Bombolo”, “Anna” e questa “Signorine non guardate i marinai”, che risale al 1935. Con la loro graffiante ironia, e grazie alle melodie di facile ascolto, rappresentano perfettamente il genere di canzoni che rese così famosi i loro autori.

 


  • GIROTONDO DELL’AMORE
  • (Segurini – Borella)
  • Altiero Fresconi e Sorelle Marinetti

Melodia del 1940 composta da Nello Segurini, celebre pianista, direttore e compositore milanese, e da Angelo Ramiro Borella, prolifico autore che collaborò fra gli altri con Mascheroni (per esempio in Adagio Biagio) e Barzizza. Contiene la quintessenza di quello che all’epoca si chiamava “Stile Novecento”: eleganza, modernità, ironico distacco.

 


  • VADO IN CINA E TORNO
  • (Mascheroni – Marf)
  • Rollo, Altiero Fresconi, Velia Duchamp e Sorelle Marinetti

Altro successo del duo Mascheroni-Marf, rientra nel filone che potremmo chiamare “esotico orientale”, di cui la musica di intrattenimento faceva largo uso (“Ciang –Ciang è andato in guerra” di Sciorilli o “Cinesina” di Barzizza per esempio). Una cineseria leggera e pungente che si vena di irresistibili inflessioni swing. I riferimenti d’oltreoceano sono pur sempre brani celeberrimi come “China Boy” o “Japanese Sandman”!

 


  • QUANDO MI ADDORMENTO AL CINEMA
  • (Mascheroni – Marf)
  • Velia Duchamp e Sorelle Marinetti

Altro piccolo capolavoro della premiata ditta Marf-Mascheroni. Questa volta alle prese con un altro punto fermo della modernità: il cinematografo. La lettura della narrazione è ricca di simpatica ironia, e l’allegria della musica è contagiosa. La canzone fu incisa nel 1938 dall’attrice Rina Franchetti insieme al Trio Lescano.

 


  • LA CANZONE DEL BOSCAIOLO
  • (Barzizza – Morbelli)
  • Altiero Fresconi e Sorelle Marinetti

Uno dei brani più noti degli anni Quaranta, venne composto da Pippo Barzizza su parole di Riccardo Morbelli, allora celebrato autore del varietà radiofonico “I quattro moschettieri”  Nell’interpretazione originale uno suadente Alberto Rabagliati si alterna alle sorelle Lescano in versione bucolica.

 


  • L’ORSO DELLO ZOO
  • (Giuliani – Borella)
  • Rollo e Sorelle Marinetti

Un ottimo esempio di come veniva pensata la canzone swingata in Italia: melodia orecchiabilissima, tempo veloce, ritmo trascinante. Fu composta da Vittorio Giuliani e con le parole di Angelo Ramiro Borella, prolifico autore di testi. Un nonsense di grande verve che fu incisa dalla ottima Silvana Fioresi in alternanza con il Trio Lescano.

 


  • NEBBIA
  • (Tettoni – Vallini)
  • Turbina Marinetti

Quando nel 1941 la più piccola delle sorelle Lescano cominciò una carriera da solista, rese famose alcune canzoni di carattere sentimentale. Fra queste Nebbia, una bellissima canzone di Ferdinando Tettoni e Mario Vallini che rende in modo superbo il senso di smarrimento che si poteva provare all’inizio della tragedia della Guerra.

 


  • MI AMI MEMY A MIAMI
  • (Odoardo Spadaro)
  • Fredo

Grandissimo attore e cantautore, il fiorentino Odoardo Spadaro venne soprannominato “il Maurice Chevalier italiano” per l’eleganza e la bonomia con cui si presentava al pubblico. Lavorò moltissimo nel teatro popolare, e compose canzoni di molti generi diversi, fra cui la celebre “Porta un bacione a Firenze”, sul tema dell’emigrazione. Fra le canzoni più allegre, Mi ami Memy rappresenta in modo unico lo stile spensierato e trascinante, attraverso l’uso sapiente di un testo aggrovigliato e scioglilingua.

 


  • RIDERE SOTTO LE BOMBE
  • (Schmitz – Bozzo – Fantoni)
  • Tutto il cast

La canzone è stata composta nel 2013 espressamente per la commedia musicale “Risate sotto Bombe”, ed è stata composta da Giorgio Bozzo, Gianni Fantoni e Christian Schmitz. Fa riferimento alla canzone “da rivista”, di quelle che si potevano ascoltare in Italia nel corso degli anni Quaranta. Canzone d’insieme, chiude con uno slancio di spigliata ironia lo spettacolo, e si lascia ricordare per un ritornello accattivante e orecchiabile.